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10.09.2008 // Verso Karakorum, la città Imperiale di Genghis Khaan...

I famosi cavalli mongoli nel parco Parco Nazionale Khorgo-Terkhiin Tsagaan

 

Il Vulcano Khorgo e un panorama di rara bellezza

 

Le grandi Tartarughe di granito che indicavano l'ingresso ai vari palazzi della capitale

 

Le rovine di Karakorum

Passano i giorni e i nostri knights procedono, non senza difficoltà, tra le affascinanti vallate della Mongolia centrale. Le condizioni meteo sfavorevoli, tanta pioggia è caduta nelle ultime ore, hanno rallentato il loro procedere. Come si apprende dal loro Diario del Viaggio le rotture e le forature sono all’ordine del giorno anche se per adesso tutto il materiale è stato all’altezza della situazione.

 

Sono comunque nella parte più bella e verde della Mongolia, ricca di fiumi e fauna selvatica. Proprio oggi dovrebbero entrare nel Parco Nazionale Khorgo-Terkhiin Tsagaan e raggiungere le pendici del vulcano Khorgo, non più attivo, dove potranno osservare formazioni rocciose basaltiche, lava solidificata ed un panorama di rara bellezza. Proseguiranno poi in direzione del Parco Nazionale Khorgo-Terkhiin Tsagaan Nuur, la parte più visitata della provincia di Arkhangai, ammirando la bellezza del Grande Lago Bianco, di origine vulcanica, il cui paesaggio circostante è caratterizzato da crateri di vulcani estinti.

 

Nei prossimi giorni arriveranno a Karakorum, la città Imperiale di Genghis Khaan. Karakorum fu costruita nel 1220 ed era il centro politico, culturale ed economico dell’Impero Mongolo di Genghis Khaan del XIII secolo. Si trova a 380 km da Ulaanbaatar, nella valle del fiume Orkhon, all’incrocio delle strade della Via della Seta che collegavano l’Oriente con l’Occidente. Nel 1235, Ogodei Khaan, il figlio di Genghis Khaan, completò la città e Karakorum venne proclamata capitale dell’Impero. All’epoca era una splendida città cosmopolita, multireligiosa e multietnica, centro di grandi scambi culturali. Oggi tra le rovine di Karakorum si può solo immaginare la capitale di un impero della steppa in massima espansione, con i palazzi di principi e generali, regine e principesse, con numerosi mercati e commercianti provenienti da tutto il mondo, insieme ai templi buddisti, alle chiese cristiane e alle moschee musulmane. Rimase capitale dell’Impero Mongolo fino all’avvento di Khubilai Khaan (il Gran Khaan del Milione di Marco Polo), che la trasferì successivamente a Pechino. Nel 1388 fu bruciata dai soldati cinesi della Dinastia Ming e le rovine vennero utilizzate per costruire, nel XVI secolo, il tempio Erdene Zuu, anch’esso gravemente danneggiato durante le purghe staliniste.  Oggi restano solo le affascinanti rovine della leggendaria capitale. Tra i monumenti piu significativi, le grandi Tartarughe di granito (solo due sono ancora visibili) che indicavano l’ingresso ai vari palazzi della capitale e avevano la funzione di proteggere la città (la tartaruga era considerata simbolo di eternità) e le rovine del Palazzo di Ogoodei Khaan.

 

 

 

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